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marzo 2016

Si impone una riflessione seria sulle realtà fotocopia di casa nostra

Sul web francese è apparso un nuovo sito internet Collectif contre DENTEXIA, presente anche con la propria pagina Facebook, creato al fine di pubblicizzare l’attività di un’associazione spontanea di pazienti, vittime inconsapevoli dell’esercizio professionale improprio di un’articolata organizzazione di cura odontoiatrica operante da diversi anni sull’intero territorio nazionale d’oltralpe. La struttura dei numerosi centri sanitari, grazie all’indagine delle autorità a seguito di alcune gravi denunce, è risultata assai complessa e caratterizzata da numerosi ed opachi comportamenti criminosi.

L’intento che il Collectif si propone è perciò quello di individuare quel numero ancora imprecisato di condotte fraudolente non ancora emerse, al fine di limitare e contrastare i danni potenziali perpetrati dalla catena francese, apparentemente del tutto analoga a realtà nostrane che antepongono il profitto d’impresa alla qualità delle cure erogate al paziente.

Al sito www.collectif-contre-dentexia.com si sono rivolti fino ad oggi ben 1177 malcapitati. I pazienti danneggiati certificati si concentrano per lo più nell’area tra Lione e Chalon, con 810 vittime. Seguono Marsiglia (250) e Parigi (117).

Immagine acquisita dalla Home Page di http://www.collectif-contre-dentexia.com

Nel frattempo, l’equivalente transalpino del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, riscontrate gravi carenze per la tutela della salute, ha ordinato la chiusura della maggior parte dei punti di accesso ai servizi, mentre amministratori e gestori, travolti da una valanga di ricorsi penali e civili per i danni recati ai pazienti, si sono prontamente dileguati con la cassa. Ovviamente anticipatamente. Perché ovviamente l’estesa ed apparentemente solida struttura

commerciale della catena aveva permesso a Dentexia di contrattare le solite favorevoli forme di finanziamento a tasso agevolato, rendendo subito disponibile l’intero ammontare delle parcelle, a fronte di più agevoli forme di pagamento dilazionato per i pazienti.

I centri chiusi sono stati, nella quasi totalità, posti in liquidazione giudiziaria per frode o per evidenti danni alla persona, mentre i dentisti responsabili delle malpractice mediche sono stati sospesi dai rispettivi ordini regionali in attesa della conclusione dei processi che prevedono, come da noi, l’applicazione del procedimento disciplinare di radiazione dall’albo.

Il Collectif spontaneo dei pazienti si propone in sintesi due obiettivi fondamentali: da un lato la diffusione capillare delle informazioni raccolte, siano esse di natura strettamente investigativa riguardanti la galassia Dentexia con le sue insospettate ramificazioni nazionali ed internazionali, o, più in generale, quelle relative allo sviluppo delle azioni penali e di richiesta dei risarcimenti.

Dall’altro il passaggio all’azione concreta, proponendo le procedure vere e proprie necessarie a rivendicare i diritti lesi, attraverso la compilazione dei formulari per la raccolta di testimonianze e denunce da inoltrare alle autorità competenti. Non ultimo l’individuazione dei percorsi sanitari idonei per il completamento delle cure inizialmente erogate da Dentexia, correggendone gli eventuali errori.

È inoltre in corso una seria trattativa con le società finanziarie per bloccare le rate di pagamento per i pazienti che non abbiano ricevuto le corrispondenti prestazioni mediche.

Immagine acquisita da http://www.lyoncapitale.fr/var/plain_site/storage/images/media/01- photos/actualite/dentexia2/3501388-1-fre-FR/dentexia_image-gauche.jpg

Il Collectif intende in ogni caso costituirsi parte civile contro la catena di franchising Dentexia in un eventuale processo per truffa perpetrata a danno dei pazienti, impegnandosi a sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al problema.
In data 17 febbraio il collettivo ha perciò indirizzato una lettera aperta al ministro della Sanità francese, Marisol Touraine, descrivendo la situazione attuale del settore odontoiatrico come “un’urgenza nazionale per la salute pubblica”, lamentando le offese prodotte dall’imperizia degli operatori sanitari in Dentexia, fornendo l’elenco preciso delle cliniche dentali coinvolte e il dettaglio della tipologia dei torti subiti. Rammentando inoltre al Ministero l’obbligo di vigilanza nelle condotte sanitarie, ne sollecita l’adempimento nei confronti delle catene odontoiatriche, nell’ipotesi di avvalersi della facoltà di un’inderogabile denuncia all’autorità statale competente in caso contrario.

Attraverso un ulteriore intervento aperto del 29 febbraio scorso indirizzato all’Unione Regionale dei Professionisti della Salute e all’Ordine Nazionale dei Chirurghi Dentisti, il Collectif, pur ringraziando per la solidarietà dimostrata, ha invitato entrambe le istituzioni, soggette al medesimo obbligo di vigilanza del Ministero della Salute, ad intervenire per contrastare e bloccare le disfunzioni fraudolente del sistema e a costituirsi parte civile nei dibattimenti in tribunale.

Ciò che è accaduto in Francia, nell’ottica europeista di una progressiva integrazione dei diritti e dei doveri dei cittadini, deve indurre ad una riflessione attenta e seria anche su alcune realtà analoghe di casa nostra. Da tempo i medici odontoiatri italiani hanno denunciato, inascoltati, le anomalie che si celano dietro l’abbattimento eccessivo del valore delle prestazioni delle catene low cost.

A differenza della Francia, purtroppo certa stampa superficiale sembrerebbe volere attuare la sistematica delegittimazione dell’intera categoria, baloccandosi a disegnarla come una cricca prepotente, paranoica ed egoista, dedita alla tutela esclusiva dei propri interessi di casta e di portafoglio a discapito della salute dei pazienti.

Al contrario la sfida quotidiana che i professionisti medici odontoiatri devono affrontare è davvero ardua. Immersi in un mercato fortemente competitivo, con opportunità ridotte drasticamente dalla recente crisi economico-finanziaria, devono fare i conti con costi professionali sempre più elevati in virtù di un’evoluzione rapidissima delle tecniche di intervento, delle attrezzature e dei materiali impiegati. Va da sé che l’impegno soggettivo di aggiornamento ovviamente finisce per andare ben oltre il limite che la legge ha voluto puerilmente standardizzare attraverso l’accumulo minimo coatto dei crediti dei formativi. Si tratta di un impegno dalla natura così profondamente ed autenticamente etica ed umana, che dovrebbe coinvolgere ogni operatore medico-sanitario accetti di giocare il proprio ruolo di responsabilità totale all’interno del rapporto con il paziente. E non esiste alcun tipo di assicurazione obbligatoria a copertura del rischio civile che possa assumersene interamente l’azzardo.

Una categoria professionale debole perciò in termini numerici, disorganizzata, ormai non più sufficientemente facoltosa e rappresentata in maniera assai poco incisiva anche dalle proprie organizzazioni. Non certo una lobby, un potente gruppo di pressione in grado di influenzare le decisioni del politico di turno e le opinioni del giornalista del momento. Purtroppo.

Dott. Cornelio Blus

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