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Ortodonzia

1- Quando si parla di Xerostomia?

Si parla di Xerostomia quando il flusso di saliva non è più sufficiente a garantire una corretta umidificazione delle mucose della bocca. Il paziente avverte un fastidioso senso di secchezza delle fauci con difficoltà a parlare ed a mangiare. Una delle manifestazioni più importanti della xerostomia è la sindrome Gougerot-Sjogren in cui si manifestano, oltre alla secchezza delle fauci, una secchezza degli occhi ed una ridotta produzione di umori da parte di tutte le ghiandole esocrine. Normalmente il paziente deve bere piccoli sorsi di acqua in modo continuo per sopperire alla difficoltà di deglutire e parlare. E’ una situazione diffusa tra le persone anziane con un prevalenza per il sesso femminile. Continue reading La Xerostomia

Ricostruzione Ossea

Quali sono le cause della perdita ossea?

La perdita ossea può essere dovuta a molteplici cause – ad esempio un incidente o un’infiammazione delle gengive e dell’osso mascellare e mandibolare dovuta alla placca batterica (parodontite). Anche dopo l’estrazione di un dente l’altezza e lo spessore dell’osso si può ridurre a causa dell’assenza di carico meccanico. Un volume osseo adeguato è tuttavia essenziale per assicurare la stabilità a lungo termine di denti e impianti. E’ inoltre fondamentale al fine di garantire la salute e l’estetica di denti e gengive. Continue reading La Ricostruzione Ossea

Raccontaci la tua storia

Pubblichiamo volentieri l’esperienza di Andrea Castellan, un nostro paziente che per lavoro vive tra Torino e Mosca e che si è trovato in un paese dell’Est, non a cercare un dentista low cost ma ad esibire il lavoro di un dentista italiano.

IMG_5320Desidero segnalarvi la mio esperienza e quanto mi è successo negli ultimi 10 anni riguardanti i miei problemi di paradentosi, occlusione, etc.
Continue reading Tra l’Italia e i paesi dell’Est: una storia vissuta al contrario

La Gnatologia studia gli aspetti anatomico-funzionali dell’apparato masticatorio, le correlazioni fisiologiche e patologiche tra tutte le sue parti ed il loro effetto sul resto dell’organismo.

Uno scorretto contatto tra le arcate dentali, i muscoli mandibolari e le ossa cranio-mandibolari hanno, infatti, effetti di lungo raggio: dolori cervicali, cefalee, infiammazioni del nervo trigemino facciale, ma anche problemi posturali che comportano dolori alla schiena e alle gambe, predisposizione a strappi e stiramenti muscolari, ecc. Questi sintomi, oltre al fastidioso “click” prodotto dalla mascella al momento della masticazione e il noto fenomeno del “bruxismo” (digrignamento involontario dei denti, principalmente – ma non solo – notturno), dovrebbero indurre il paziente a rivolgersi ad uno gnatologo.

Questo specialista, attraverso test ed esami diagnostici mirati, sarà in grado di individuare malocclusioni e disordini articolari e saprà prescrivere la terapia più adeguata. Spesso questa consiste nella preparazione di un BITE, una placca in resina che migliora la chiusura delle arcate dentarie e ristabilisce la loro corretta posizione. E’ essenziale che il BITE sia modellato ad hoc per ogni paziente: le placche vendute in farmacia, infatti, e utilizzate indiscriminatamente per auto-medicazione possono avere effetti deleteri e peggiorativi della patologia in essere, e spesso rendono molto più difficoltoso e costoso il lavoro dello specialista e più lungo e doloroso il processo di guarigione per il paziente. Mai sottovalutare, quindi, l’importanza di una diagnosi e di una cura gnatologica specialistica!

Articolo Gente

Riportiamo integralmente l’articolo dell’Ufficio Stampa della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri).

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C’è la donna curata in Serbia alla quale, nella stessa seduta, sono stati estratti 18 denti e installati 10 impianti e che, rientrata in Italia, finisce in ospedale. Ma anche la giovane avvocatessa, convinta ad otturarsi – pagando in anticipo – un dente in realtà sano. O l’anziano che firma il contratto con una clinica, pattuendo una serie di interventi e che poi, mentre è “sotto i ferri”, viene sottoposto ad altre operazioni, con conseguente “lievitare” del conto. Sono solo alcuni degli episodi denunciati da giornali e Tv nelle ultime settimane e riguardanti le cosiddette “cure odontoiatriche low cost”.

“Se costa poco fuggite a denti levati”: così il settimanale Gente del 17 maggio titola un’inchiesta che invita a “Diffidare di chi offre visite gratuite, pulizie e impianti a prezzi stracciati”. “Una donna racconta – si legge nell’articolo – mi curò un medico italiano in Serbia: fu un disastro”.

Ma se fino a qualche anno fa, attirati dalle promesse di risparmio, gli italiani andavano a cercare cure odontoiatriche all’estero, ora anche in Italia gli studi che pubblicizzano visite gratuite o cure scontate sono aumentati: in tre anni, sempre secondo il settimanale Gente, “sono raddoppiati, passando dai 214 del 2012 ai 560 del 2015”. Ci sarebbe da essere contenti, è il commento del giornalista Francesco Gironi. Che però aggiunge che non sempre è così, portando a testimonianza Altroconsumo: “Le catene non sono così convenienti come si presentano e la qualità delle cure dipende dal dentista che vi capita”.

Gente, oltre a ricordare lo scandalo “Vitaldent” (a febbraio i vertici della società sono stati arrestati per riciclaggio e frode), denunciato in diversi servizi di Striscia la Notizia, segnala il caso di una giovane avvocatessa, convinta ad otturarsi un dente che poi si scoprirà essere sano. Duro il commento dell’Andi: “C’è un problema di qualità del materiale e di personale con scarsa esperienza professionale, spesso sotto pressione per rispettare i tempi dettati dall’azienda che, non dimentichiamolo, è una società di capitale, che ha come scopo fare utile”.

Potete leggere l’articolo completo nel file allegato.

Ma anche Giovanni Floris, nel suo “Di Martedì” – programma che ultimamente spesso scova le “truffe” agli anziani –, ha recentemente dato voce a due pazienti danneggiati da cliniche che promettevano cure a basso prezzo. Il primo è stato colpito nel portafogli, avendo pagato in anticipo una certa cifra e trovandosi, a fine intervento, un aumento di 1500 euro sul pattuito. La seconda, anche nella salute, essendole stati installati impianti costruiti con materiali scadenti. “L’interesse non è risolvere le patologie, ma vendere il pacchetto”, commenta un odontoiatra intervistato dalla collega Barbara Romano che, per questa sua inchiesta, ha richiesto anche la collaborazione del Presidente Cao, Giuseppe Renzo. Qui il video integrale.

“A Rimini ribadiremo ancora una volta che l’odontoiatra è un professionista e non un’impresa – ha spiegato, nella conferenza stampa di presentazione della III Conferenza della Professione proprio Renzo –. Spesso si sente dire che l’Odontoiatra è caro: non è vero. Non è il dentista ad essere caro: è l’Odontoiatria che, se fatta a regola d’arte, ha dei costi incomprimibili, per i materiali, l’igiene, la prevenzione”.

E proprio mentre a Roma la Cao presentava la Convention di Rimini – in cui si parlerà di prevenzione e di lotta all’abusivismo – nuovi Odontoiatri abusivi venivano scoperti: a Pontecorvo un ex carrozziere si spacciava per dentista (Tg24), a Prato quattro abusivi cinesi curavano i denti ai pazienti accomodati su sedie da dentista ricavate da ex sedili di auto, usando tenaglie e bisturi appoggiati su banconi sporchi (Ansa).

Ma alla fine di una settimana “nera”, funestata dalle notizie di questi reati compiuti da abusivi o da imprese senza scrupoli, per l’Odontoiatria venerdì è arrivata anche una buona notizia: l’approvazione, da parte del Senato, del ddl 2299, contenente un emendamento che riattiva le scuole di specializzazione non mediche, tra cui anche quelle odontoiatriche. “Viva soddisfazione per l’impegno del Governo nel fare approvare dal Senato questo emendamento” è stata subito espressa da Renzo all’Ansa, Adnkronos e Quotidiano Sanità.

>>> File dell’articolo pubblicato da Gente

L’intervento di implantologia è molto più semplice e rapido di quanto si creda: si svolge in un’unica seduta, e l’anestesia è la stessa che si esegue per un’estrazione. Questo tipo di chirurgia può essere eseguita su tutti, con la sola esclusione dei pazienti che soffrono di alcune gravi malattie la cui sussistenza viene preventivamente verificata con il paziente. Dalle ultime statistiche la percentuale di successo di questo tipo di interventi supera il 95% e questo dato, combinato con la resa estetica e funzionale, rende questo tipo di interventi preferibile ad altre tecniche protesiche.

Vediamo da vicino di cosa si tratta partendo dal momento in cui il nostro dente viene a mancare; partiamo cioè dal momento in cui il medico verifica che la sofferenza del nostro dente naturale non consente più la sua conservazione. In questi casi l’unica soluzione è quella di estrarre il dente, creando già le condizioni per inserire con successo un impianto che vada a coprirne la funzionalità persa.

In questo video/slide realizzato dal ns. Dott. Cornelio Blus e dal Dott. Remo Mortara, assistiamo ai vari passaggi che portano la bocca di un paziente ad ospitare un impianto:

 

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