Benvenuto sul sito del Dr. Cornelio Blus, centri ODEX a Torino e Aosta

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Pubblichiamo volentieri l’esperienza di Andrea Castellan, un nostro paziente che per lavoro vive tra Torino e Mosca e che si è trovato in un paese dell’Est, non a cercare un dentista low cost ma ad esibire il lavoro di un dentista italiano.

IMG_5320Desidero segnalarvi la mio esperienza e quanto mi è successo negli ultimi 10 anni riguardanti i miei problemi di paradentosi, occlusione, etc.
Continue reading Tra l’Italia e i paesi dell’Est: una storia vissuta al contrario

La Gnatologia studia gli aspetti anatomico-funzionali dell’apparato masticatorio, le correlazioni fisiologiche e patologiche tra tutte le sue parti ed il loro effetto sul resto dell’organismo.

Uno scorretto contatto tra le arcate dentali, i muscoli mandibolari e le ossa cranio-mandibolari hanno, infatti, effetti di lungo raggio: dolori cervicali, cefalee, infiammazioni del nervo trigemino facciale, ma anche problemi posturali che comportano dolori alla schiena e alle gambe, predisposizione a strappi e stiramenti muscolari, ecc. Questi sintomi, oltre al fastidioso “click” prodotto dalla mascella al momento della masticazione e il noto fenomeno del “bruxismo” (digrignamento involontario dei denti, principalmente – ma non solo – notturno), dovrebbero indurre il paziente a rivolgersi ad uno gnatologo.

Questo specialista, attraverso test ed esami diagnostici mirati, sarà in grado di individuare malocclusioni e disordini articolari e saprà prescrivere la terapia più adeguata. Spesso questa consiste nella preparazione di un BITE, una placca in resina che migliora la chiusura delle arcate dentarie e ristabilisce la loro corretta posizione. E’ essenziale che il BITE sia modellato ad hoc per ogni paziente: le placche vendute in farmacia, infatti, e utilizzate indiscriminatamente per auto-medicazione possono avere effetti deleteri e peggiorativi della patologia in essere, e spesso rendono molto più difficoltoso e costoso il lavoro dello specialista e più lungo e doloroso il processo di guarigione per il paziente. Mai sottovalutare, quindi, l’importanza di una diagnosi e di una cura gnatologica specialistica!

Articolo Gente

Riportiamo integralmente l’articolo dell’Ufficio Stampa della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri).

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C’è la donna curata in Serbia alla quale, nella stessa seduta, sono stati estratti 18 denti e installati 10 impianti e che, rientrata in Italia, finisce in ospedale. Ma anche la giovane avvocatessa, convinta ad otturarsi – pagando in anticipo – un dente in realtà sano. O l’anziano che firma il contratto con una clinica, pattuendo una serie di interventi e che poi, mentre è “sotto i ferri”, viene sottoposto ad altre operazioni, con conseguente “lievitare” del conto. Sono solo alcuni degli episodi denunciati da giornali e Tv nelle ultime settimane e riguardanti le cosiddette “cure odontoiatriche low cost”.

“Se costa poco fuggite a denti levati”: così il settimanale Gente del 17 maggio titola un’inchiesta che invita a “Diffidare di chi offre visite gratuite, pulizie e impianti a prezzi stracciati”. “Una donna racconta – si legge nell’articolo – mi curò un medico italiano in Serbia: fu un disastro”.

Ma se fino a qualche anno fa, attirati dalle promesse di risparmio, gli italiani andavano a cercare cure odontoiatriche all’estero, ora anche in Italia gli studi che pubblicizzano visite gratuite o cure scontate sono aumentati: in tre anni, sempre secondo il settimanale Gente, “sono raddoppiati, passando dai 214 del 2012 ai 560 del 2015”. Ci sarebbe da essere contenti, è il commento del giornalista Francesco Gironi. Che però aggiunge che non sempre è così, portando a testimonianza Altroconsumo: “Le catene non sono così convenienti come si presentano e la qualità delle cure dipende dal dentista che vi capita”.

Gente, oltre a ricordare lo scandalo “Vitaldent” (a febbraio i vertici della società sono stati arrestati per riciclaggio e frode), denunciato in diversi servizi di Striscia la Notizia, segnala il caso di una giovane avvocatessa, convinta ad otturarsi un dente che poi si scoprirà essere sano. Duro il commento dell’Andi: “C’è un problema di qualità del materiale e di personale con scarsa esperienza professionale, spesso sotto pressione per rispettare i tempi dettati dall’azienda che, non dimentichiamolo, è una società di capitale, che ha come scopo fare utile”.

Potete leggere l’articolo completo nel file allegato.

Ma anche Giovanni Floris, nel suo “Di Martedì” – programma che ultimamente spesso scova le “truffe” agli anziani –, ha recentemente dato voce a due pazienti danneggiati da cliniche che promettevano cure a basso prezzo. Il primo è stato colpito nel portafogli, avendo pagato in anticipo una certa cifra e trovandosi, a fine intervento, un aumento di 1500 euro sul pattuito. La seconda, anche nella salute, essendole stati installati impianti costruiti con materiali scadenti. “L’interesse non è risolvere le patologie, ma vendere il pacchetto”, commenta un odontoiatra intervistato dalla collega Barbara Romano che, per questa sua inchiesta, ha richiesto anche la collaborazione del Presidente Cao, Giuseppe Renzo. Qui il video integrale.

“A Rimini ribadiremo ancora una volta che l’odontoiatra è un professionista e non un’impresa – ha spiegato, nella conferenza stampa di presentazione della III Conferenza della Professione proprio Renzo –. Spesso si sente dire che l’Odontoiatra è caro: non è vero. Non è il dentista ad essere caro: è l’Odontoiatria che, se fatta a regola d’arte, ha dei costi incomprimibili, per i materiali, l’igiene, la prevenzione”.

E proprio mentre a Roma la Cao presentava la Convention di Rimini – in cui si parlerà di prevenzione e di lotta all’abusivismo – nuovi Odontoiatri abusivi venivano scoperti: a Pontecorvo un ex carrozziere si spacciava per dentista (Tg24), a Prato quattro abusivi cinesi curavano i denti ai pazienti accomodati su sedie da dentista ricavate da ex sedili di auto, usando tenaglie e bisturi appoggiati su banconi sporchi (Ansa).

Ma alla fine di una settimana “nera”, funestata dalle notizie di questi reati compiuti da abusivi o da imprese senza scrupoli, per l’Odontoiatria venerdì è arrivata anche una buona notizia: l’approvazione, da parte del Senato, del ddl 2299, contenente un emendamento che riattiva le scuole di specializzazione non mediche, tra cui anche quelle odontoiatriche. “Viva soddisfazione per l’impegno del Governo nel fare approvare dal Senato questo emendamento” è stata subito espressa da Renzo all’Ansa, Adnkronos e Quotidiano Sanità.

>>> File dell’articolo pubblicato da Gente

scheda alitosi

L’ALITO è dovuto all’aria emessa durante la respirazione dalla bocca e dal naso.

Un alito normale ha un odore che potrebbe ricordare quello dei “marroni freschi” .

Al contrario un ALITO anormale (alito cattivo o ALITOSI, scientificamente definito come “foetor ex ore” o “bromopnea”) corrisponde ad un odore sgradevole che potrebbe ricordare quello del pesce avariato, mele marce, cavolo, uova, zolfo, emesso dalla bocca o dal naso.

1 – L’alitosi può essere sintomo di una patologia locale o generale.

alitosiL’alitosi può essere transitoria, legata cioè a fenomeni passeggeri dell’ambiente orale:

– alitosi mattutina, dovuta alla formazione di placca batterica durante la notte

– alitosi alimentare, dovuta a certi alimenti: (aglio, cipolla, tabacco, caffè o alla assunzione di alcuni farmaci);

può anche esistere una alitosi di più lunga durata legata a disordini sistemici locali o generali (malattie della bocca, malattie di pertinenza Otorinolaringoiatrica, digestive, polmonari, endocrine ecc.)

Nella pesudo alitosi i pazienti sono convinti, sbagliando,di avere un alito cattivo e utilizzano determinati prodotti (collutori, mentine, gomma da masticare) per mascherarla. L’esame clinico di questi pazienti dimostrerà che il loro alito è perfettamente normale.

Normalmente è sufficiente da parte del dentista rassicurare queste persone per convincerle che il loro alito è del tutto normale; a volte invece sarà necessario indirizzare queste persone per un consulto psicologico di supporto.

Diverse malattie della bocca possono provocare alitosi:

– Gengivite iperplastica

– Gengivite ulcero-necrotica

– Malattia parodontale (piorrea)

– Carie dentale

– Pericoronarite (infiammazione che si forma attorno ai denti in fase di eruzione quando non sono supportati da una corretta igiene)

– Ascessi dentali

 

2 – Quali sono i fattori che favoriscono l’alito cattivo?


alitosiL’alitosi è il risultato di una proliferazione batterica e della degradazione dei tessuti  (cellule morte, residui alimentari) si formano così dei composti volatili (composti solforosi) responsabili del cattivo odore.

Le cause dell’alitosi sono multifattoriali

I fattori favorenti sono:

– Accumulo di placca dentaria- placca batterica– ovvero materiale molto aderente allo smalto dei denti costituito da cellule morte e da batteri; si manifesta normalmente quando siamo in presenza di una cattiva igiene orale.

– La carie dei denti: nella carie si presentano lesioni della superficie del dente, all’interno delle quali tendono ad accumularsi residui alimentari che poi sono soggetti a fenomeni di putrefazione provocata dai batteri che colonizzano la bocca.

– Le ulcerazioni della bocca: spesso sono sede di sovrainfezioni da parte dei batteri che producono composti volatili.

– La malattia parodontale.

– La sindrome della bocca secca o Xerostomia: si tratta di una situazione in cui si verifica la riduzione della produzione di saliva. Si manifesta a volte dopo l’assunzione di farmaci, nella malattia di Sjogren, o dopo terapia radiante della faccia o del collo in caso di tumori di questi distretti.

La sindrome della bocca secca (secchezza delle fauci) provoca un aumento della produzione di batteri e la liberazione di composti volatili sotto forma di gas.

Bisogna poi considerare che un ridotto flusso di saliva può anche essere una delle cause della formazione di carie dentale, di ulcerazioni, di candidosi orale e di aumentata crescita di batteri che inducono un aumento del livello di composti (amine solforate) che sono alla base del cattivo odore.

La qualità ed il flusso di saliva dovrebbero essere valutati dal dentista in caso di alitosi

– La lingua Bianca o “Lingua spessa” provocata da residui di cibo e batteri che si incuneano nella superficie della lingua,  caratterizzata da molteplici piccole fessure che favoriscono la ritenzione di batteri.  Quindi la superficie della lingua può creare un indotto che è fonte di produzione dei composti solforati volatili. La “lingua spessa” è sovente associata a problemi digestivi.

–  L’eccesso di proteine nella alimentazione, infine, aumenta il pH e di conseguenza la produzione di composti volatili.

 

3-Fattori extra-orali  che possono provocare alitosi


– Patologie nasali (poliposi nasale sinusale, ipertofia dei turbinati )

– Reflusso gastro esofageo associato ad incontinenza cardiale(ernia jatale): è una delle più importanti cause di alitosi extraorale

– Gastrite , Gastrite erosiva

– Ulcera gastrica (helycobacter Pilori)

– Tumori dello stomaco e della laringe

– Malattie del fegato e delle vie biliari (calcolosi)

– Colite

– Intolleranze alimentari

– Patologie polmonari  (ascessi polmonari, tumori, bronchiti croniche, bronchiectasie)

– Malattie autoimmunitarie

– Malattie metaboliche ( insufficienza renale, diabete, insufficienza epatica)

– intossicazione da metalli e metalloidi (fosforo, arsenico, selenio, mercurio)

Esitono attrezzature per determinare il grado di alitosi? Sono presenti   in commercio dei rilevatori di composti sulfurei ad uso professionale (OralChroma™ , Halimeter®  and Breathtron®)

 

4-Come Prevenire l’alitosi?


alitosi– Il miglior consiglio per prevenire l’alitosi è quello di seguire norme di vita sane con una corretta alimentazione ed una corretta igiene della bocca

-L’Igiene Orale deve essere rigorosa, un corretto spazzolamento andrebbe  fatto almeno due o tre volte a giorno: mattina, sera e dopo ogni pasto. E’ anche consigliato l’uso di accessori come filo interdentale, scovolini, collutori (da usarsi solo dopo consultazione col proprio dentista) utilizzando prodotti senza alcool in modo da evitare una eccessiva disidratazione delle mucose. E’ anche consigliato lo spazzolamento della superficie della lingua (brushing linguale) con spazzolini adatti.

– Va moderato il consumo di alcool e caffè

– Andrebbe evitato il fumo

– L’alimentazione deve essere corretta e andrebbe limitato il consumo di alimenti che notoriamente favoriscono l’alito cattivo: aglio, cipolle, diete troppo ricche di proteine compreso il latte, alimenti speziati.

– Idratarsi correttamente e spesso, assumere almeno un litro – un litro e mezzo di acqua distribuiti nell’arco della giornata.

– Mangiare spesso frutta e verdura fibrosa – come finocchi, carote, sedano, mele – e cruda. Questi vegetali mantengono in buona salute i denti e aiutano ad eliminare i residui di cibo

-Effettuare controlli periodici dal dentista

Si impone una riflessione seria sulle realtà fotocopia di casa nostra

Sul web francese è apparso un nuovo sito internet Collectif contre DENTEXIA, presente anche con la propria pagina Facebook, creato al fine di pubblicizzare l’attività di un’associazione spontanea di pazienti, vittime inconsapevoli dell’esercizio professionale improprio di un’articolata organizzazione di cura odontoiatrica operante da diversi anni sull’intero territorio nazionale d’oltralpe. La struttura dei numerosi centri sanitari, grazie all’indagine delle autorità a seguito di alcune gravi denunce, è risultata assai complessa e caratterizzata da numerosi ed opachi comportamenti criminosi.

L’intento che il Collectif si propone è perciò quello di individuare quel numero ancora imprecisato di condotte fraudolente non ancora emerse, al fine di limitare e contrastare i danni potenziali perpetrati dalla catena francese, apparentemente del tutto analoga a realtà nostrane che antepongono il profitto d’impresa alla qualità delle cure erogate al paziente.

Al sito www.collectif-contre-dentexia.com si sono rivolti fino ad oggi ben 1177 malcapitati. I pazienti danneggiati certificati si concentrano per lo più nell’area tra Lione e Chalon, con 810 vittime. Seguono Marsiglia (250) e Parigi (117).

Immagine acquisita dalla Home Page di http://www.collectif-contre-dentexia.com

Nel frattempo, l’equivalente transalpino del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, riscontrate gravi carenze per la tutela della salute, ha ordinato la chiusura della maggior parte dei punti di accesso ai servizi, mentre amministratori e gestori, travolti da una valanga di ricorsi penali e civili per i danni recati ai pazienti, si sono prontamente dileguati con la cassa. Ovviamente anticipatamente. Perché ovviamente l’estesa ed apparentemente solida struttura

commerciale della catena aveva permesso a Dentexia di contrattare le solite favorevoli forme di finanziamento a tasso agevolato, rendendo subito disponibile l’intero ammontare delle parcelle, a fronte di più agevoli forme di pagamento dilazionato per i pazienti.

I centri chiusi sono stati, nella quasi totalità, posti in liquidazione giudiziaria per frode o per evidenti danni alla persona, mentre i dentisti responsabili delle malpractice mediche sono stati sospesi dai rispettivi ordini regionali in attesa della conclusione dei processi che prevedono, come da noi, l’applicazione del procedimento disciplinare di radiazione dall’albo.

Il Collectif spontaneo dei pazienti si propone in sintesi due obiettivi fondamentali: da un lato la diffusione capillare delle informazioni raccolte, siano esse di natura strettamente investigativa riguardanti la galassia Dentexia con le sue insospettate ramificazioni nazionali ed internazionali, o, più in generale, quelle relative allo sviluppo delle azioni penali e di richiesta dei risarcimenti.

Dall’altro il passaggio all’azione concreta, proponendo le procedure vere e proprie necessarie a rivendicare i diritti lesi, attraverso la compilazione dei formulari per la raccolta di testimonianze e denunce da inoltrare alle autorità competenti. Non ultimo l’individuazione dei percorsi sanitari idonei per il completamento delle cure inizialmente erogate da Dentexia, correggendone gli eventuali errori.

È inoltre in corso una seria trattativa con le società finanziarie per bloccare le rate di pagamento per i pazienti che non abbiano ricevuto le corrispondenti prestazioni mediche.

Immagine acquisita da http://www.lyoncapitale.fr/var/plain_site/storage/images/media/01- photos/actualite/dentexia2/3501388-1-fre-FR/dentexia_image-gauche.jpg

Il Collectif intende in ogni caso costituirsi parte civile contro la catena di franchising Dentexia in un eventuale processo per truffa perpetrata a danno dei pazienti, impegnandosi a sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al problema.
In data 17 febbraio il collettivo ha perciò indirizzato una lettera aperta al ministro della Sanità francese, Marisol Touraine, descrivendo la situazione attuale del settore odontoiatrico come “un’urgenza nazionale per la salute pubblica”, lamentando le offese prodotte dall’imperizia degli operatori sanitari in Dentexia, fornendo l’elenco preciso delle cliniche dentali coinvolte e il dettaglio della tipologia dei torti subiti. Rammentando inoltre al Ministero l’obbligo di vigilanza nelle condotte sanitarie, ne sollecita l’adempimento nei confronti delle catene odontoiatriche, nell’ipotesi di avvalersi della facoltà di un’inderogabile denuncia all’autorità statale competente in caso contrario.

Attraverso un ulteriore intervento aperto del 29 febbraio scorso indirizzato all’Unione Regionale dei Professionisti della Salute e all’Ordine Nazionale dei Chirurghi Dentisti, il Collectif, pur ringraziando per la solidarietà dimostrata, ha invitato entrambe le istituzioni, soggette al medesimo obbligo di vigilanza del Ministero della Salute, ad intervenire per contrastare e bloccare le disfunzioni fraudolente del sistema e a costituirsi parte civile nei dibattimenti in tribunale.

Ciò che è accaduto in Francia, nell’ottica europeista di una progressiva integrazione dei diritti e dei doveri dei cittadini, deve indurre ad una riflessione attenta e seria anche su alcune realtà analoghe di casa nostra. Da tempo i medici odontoiatri italiani hanno denunciato, inascoltati, le anomalie che si celano dietro l’abbattimento eccessivo del valore delle prestazioni delle catene low cost.

A differenza della Francia, purtroppo certa stampa superficiale sembrerebbe volere attuare la sistematica delegittimazione dell’intera categoria, baloccandosi a disegnarla come una cricca prepotente, paranoica ed egoista, dedita alla tutela esclusiva dei propri interessi di casta e di portafoglio a discapito della salute dei pazienti.

Al contrario la sfida quotidiana che i professionisti medici odontoiatri devono affrontare è davvero ardua. Immersi in un mercato fortemente competitivo, con opportunità ridotte drasticamente dalla recente crisi economico-finanziaria, devono fare i conti con costi professionali sempre più elevati in virtù di un’evoluzione rapidissima delle tecniche di intervento, delle attrezzature e dei materiali impiegati. Va da sé che l’impegno soggettivo di aggiornamento ovviamente finisce per andare ben oltre il limite che la legge ha voluto puerilmente standardizzare attraverso l’accumulo minimo coatto dei crediti dei formativi. Si tratta di un impegno dalla natura così profondamente ed autenticamente etica ed umana, che dovrebbe coinvolgere ogni operatore medico-sanitario accetti di giocare il proprio ruolo di responsabilità totale all’interno del rapporto con il paziente. E non esiste alcun tipo di assicurazione obbligatoria a copertura del rischio civile che possa assumersene interamente l’azzardo.

Una categoria professionale debole perciò in termini numerici, disorganizzata, ormai non più sufficientemente facoltosa e rappresentata in maniera assai poco incisiva anche dalle proprie organizzazioni. Non certo una lobby, un potente gruppo di pressione in grado di influenzare le decisioni del politico di turno e le opinioni del giornalista del momento. Purtroppo.

Dott. Cornelio Blus

I dentisti che operano a contatto con i minori sono tenuti a richiedere il certificato antipedofilia ai propri dipendenti, come prescritto dal Decreto Legge 39/2014. Lo afferma il Ministero della Giustizia, equiparando il lavoro degli odontoiatri a quello dei pediatri e di tutte le altre professioni (insegnante, educatore, allenatore, bidello, ecc.) per le quali il contatto regolare con i minori è l’oggetto stesso della prestazione nel quadro di uno specifico rapporto di lavoro. La richiesta del certificato del casellario ai sensi dell’art. 25 bis del DPR 313/2002 andrà estesa anche ai dipendenti già assunti, ma solo quando, scaduto il termine di durata previsto, si stipuli con lo stesso lavoratore un altro e nuovo contratto. Continue reading IL CERTIFICATO ANTIPEDOFILIA. ANCHE I DENTISTI DEBBONO ESIGERLO

La pubblicità, più ancora di altre forme di comunicazione, deve essere “economica”, ovvero efficiente. Deve cioè condensare una gran quantità di senso (di significati) in un un testo estremamente sintetico. Ne risulta che spesso ambientazioni, personaggi e azioni rappresentate in uno spot, una pagina o un manifesto siano caricaturali: i tratti sono marcati, estremizzati, i cattivi lo sono senza appello e i buoni rasentano la santità. Soprattutto laddove i cattivi non sono le avversità che il prodotto pubblicizzato aiuta a superare, ma i concorrenti. Nel caso di comunicazione comparativa, sia essa esplicita (la pubblicità delle acque minerali, nella quale si confrontano dati oggettivi, ossia le tabelle con analisi microbiologiche) o implicita (che chiama in causa in modo più o meno velato cliché, opinioni e pregiudizi che riguardano la concorrenza), il “cattivo” è rappresentato, appunto, dai competitor. Continue reading DENTISTI IN CRINOLINE – LA PUBBLICITÀ INGANNEVOLE DI VITALDENT

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