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La Xerostomia

1- Quando si parla di Xerostomia?

Si parla di Xerostomia quando il flusso di saliva non è più sufficiente a garantire una corretta umidificazione delle mucose della bocca. Il paziente avverte un fastidioso senso di secchezza delle fauci con difficoltà a parlare ed a mangiare. Una delle manifestazioni più importanti della xerostomia è la sindrome Gougerot-Sjogren in cui si manifestano, oltre alla secchezza delle fauci, una secchezza degli occhi ed una ridotta produzione di umori da parte di tutte le ghiandole esocrine. Normalmente il paziente deve bere piccoli sorsi di acqua in modo continuo per sopperire alla difficoltà di deglutire e parlare. E’ una situazione diffusa tra le persone anziane con un prevalenza per il sesso femminile.

2- Da che cosa può essere causata la secchezza delle fauci?

Può essere causata o da una riduzione della produzione di saliva o per eccessiva disidratazione (legata, per esempio, ad una respirazione prevalentemente a bocca aperta come in alcune sindromi da raffreddamento) oppure, in situazioni come il vomito o la diarrea, alla perdita di liquidi corporei; può essere inoltre dovuta a situazioni psicologiche, a malattie sistemiche, a terapie radianti (in particolare del capo e del collo per la terapia su tumori di questi distretti); all’età e ad alcuni farmaci; a traumi che possono coinvolgere le ghiandole o i dotti salivari; al diabete mellito (diabete di tipo II)

Farmaci e sostanze che possono causare xerostomia:

  • Tabacco
  • Cannabis
  • Eroina
  • Antidepressivi ed ansiolitici
  • Antiipertensivi
  • Miorilassanti
  • Decongestionanti – antistaminici
  • Farmaci usati per l’ipertrofia prostatica e per la malattia di Parkinson

3- Che cosa provoca e come si manifesta la scarsa salivazione?

la Xerostomia provoca normalmente:

  • Senso di bocca secca ed appiccicosa
  • Senso di bruciore della lingua
  • Saliva spessa e viscosa
  • Difficoltà di deglutizione legata alla mancanza di umidificazione del cibo
  • Problemi della digestione
  • Difficoltà a parlare
  • Alitosi
  • Aumento delle carie legata alla difficoltà di ricalcificazione dei denti ed all’aumento della placca batterica provocati dalla riduzione di saliva
  • Aumento della malattia parodontale legato sostanzialmente alla aumentata attività batterica ed alla carenza di autodetersione favorita dalla saliva
  • Maggiore vulnerabilità alle infezioni, in quanto la saliva contiene una grande quantità di sostanze che ci difendono dalla aggressione dei batteri
  • Micosi (candidosi del cavo orale)

4- Che cosa deve fare il dentista in caso di Xerostomia?

Il dentista cercherà di scoprire prima di tutto quali sono le cause della secchezza della bocca, provvederà poi ad analizzare la funzionalità delle ghiandole salivari ed eventualmente indirizzerà il paziente verso uno studio della flussimetria salivare in cui si potranno studiare il flusso e la qualità di saliva prodotta.

In molti casi è difficile trovare un nesso di causalità, per cui i trattamenti medici saranno volti alla attenuazione dei sintomi presentati dal paziente ed alla attenuazione delle sequele, (nel caso di carie, queste verranno prontamente trattate, come dovrà essere trattato il diabete che, come abbiamo accennato, è una delle più importanti cause di secchezza delle fauci).

Qualora la causa della xerostomia sia farmacologica, il dentista colloquierà col medico curante al fine di trovare soluzioni terapeutiche ottimali per il paziente, eventualmente modificando – quando possibile – la terapia. Evitare l’uso dei decongestionanti ed antiistaminici.

Ai pazienti affetti da xerostomia normalmente viene consigliato di bere molti liquidi possibilmente con l’aggiunta di sali minerali, sorseggiando frequentemente soluzioni non zuccherate

Per quanto riguarda la xerostomia dell’anziano, i sostituti di saliva a base di carbossimetilcellulosa o di idrossietilcellulosa possono aiutare a ridurre la sintomatologia. Possono ancora essere usate soluzioni elettrolitiche a base di Calcio, Bicarbonato, Cloruri ed altre sostanze che sciolte in acqua e usate come risciacqui permettono di alleviare la sintomatologia. Anche sostanze come gomma a base di xilitolo e i citrati possono creare un leggero ambiente acido orale che stimola la produzione di saliva

Dal punto di vista farmacologico, possono essere usate sostanze come la PILOCARPINA e la CEVIMETINA (Evoxac) (agonisti colinergici) per il trattamento della sindrome di Gougerot-Sjogren.

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